mercoledì 8 febbraio 2012

La malattia più grave....

Un giorno, a un luminare della medicina venne chiesto quale fosse
la più grave malattia del secolo.

I presenti si aspettavano che dicesse il cancro o l'infarto o l'ictus.
Grande fu lo stupore generale quando lo scienziato rispose:
"L'indifferenza!"

Tutti allora si guardarono negli occhi e ognuno si accorse di essere
gravemente ammalato.

Infine gli domandarono quale ne fosse la cura.
 
E lo scienziato disse:
"Accorgersene! "



mercoledì 1 febbraio 2012

...quando tutto cominciò...

“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. 

Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. 

Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili

Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. 

Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato

A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. 

In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. 

Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa.”

...pensiero al vento...
Karl Marx, Capitale, Libro I, Editori Riuniti, Roma 1974, {pp. 817-818}

Tratto da: Informare per Resistere
Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

martedì 31 gennaio 2012

...i veri perdenti...

"I veri perdenti son quelli che han bisogno di barare"

domenica 29 gennaio 2012

Cittadini Attivi ...




...penserio al vento...
che aggiungere? ... attiviamoci per scoprire i loro "giochi" ...

mercoledì 18 gennaio 2012

Quando ...

Bei versi ... raccolti da Facebook ...

Li metto qua ... per non perderli ...


Quando i "vorrei" diventano "voglio",

quando i "dovrei" diventano "devo",

quando i "prima o poi" diventano "adesso",

allora e solo allora

i desideri iniziano a trasformarsi in realtà.

martedì 17 gennaio 2012

spese militari ...

Ha ragione il ministro: il problema è molto più serio e più vasto di quello che appare. Non ci sono solo gli F-35 da rivedere, ci sono anche tanti altri aerei, le portaerei, i carri armati e tanti, tanti sprechi. La macchina militare italiana è una vera e propria macchina mangiasoldi che costa molto e serve a poco. Bisognava intervenire da tempo perché in quel pozzo senza fondo sono finiti inutilmente tantissimi soldi pubblici, ma quello che non si è voluto fare ieri bisogna farlo oggi."

“Facciamo un ragionamento tranquillo e serio” ha più volte auspicato il ministro-militare.

E ALLORA facciamolo questo ragionamento, ma facciamolo subito perché i soldi che stiamo sprecando all’ombra della cosiddetta “Difesa” servono qui e ora per salvare molte vite umane strapazzate dalla crisi e dalle ingiustizie.

E ALLORA facciamolo senza fare scempio della verità, dell’onestà e della democrazia. Le spese militari devono essere messe finalmente in discussione alla pari di tutte le altre spese dello stato

Ci deve essere una discussione aperta e trasparente. Non è tollerabile che qualcuno pretenda di continuare a decidere tra i soliti, pochi, addetti ai lavori per poi presentarsi al Parlamento e agli italiani con un pacchetto chiuso da prendere o lasciare. 

E ALLORA si dica con chiarezza quanti soldi spendiamo, come e dove li spendiamo. Quanti ne spendiamo oggi e quanti prevediamo di spendere in futuro. Perché li dobbiamo spendere, con quali obiettivi e quali risultati. 

Basta con i giochetti delle cifre e delle verità nascoste. Il Parlamento deve esigere trasparenza, la deve ottenere e la deve restituire agli italiani in modo che essi per primi possano scegliere responsabilmente. 

Anche il mondo dell’informazione, e in particolare la Rai, il nostro servizio pubblico, devono fare sino in fondo la propria parte. Un paese moderno e responsabile sa che la sicurezza è un bene pubblico che deve essere garantito dalle risorse del bilancio dello stato alla pari della salute, dell’istruzione, della giustizia, ecc.  

Ma così come non c’è un solo modo di garantire la salute, l’istruzione e la giustizia, così non c’è un solo modo di garantire la sicurezza dell’Italia e degli italiani. 

...pensiero al vento ... 
E' possibile tagliare le spese militari e aumentare la sicurezza degli italiani, dell’Europa e del resto del mondo. Vogliamo discuterne, caro ministro? Oppure preferisce continuare a dipingerci tutti come degli imbecilli, incompetenti e irresponsabili?”

Tratto da ... "Coordinamento Nazionale della Tavola della pace"

martedì 3 gennaio 2012

...dove vorresti vivere?...

Dal film del cinema cubano Havana Club ...

"y a ti donde te gustaria vivir ?
no pido nada especial ,
simplemente en un lugar donde no me obliguen a decir consignas 
y repetir frases dichas por otros
un lugar donde mis ideas sean escuchadas
un lugar donde yo trabaje y mi salario tenga valor
en fin,
un lugar donde pueda ser yo misma
con todos mis defectos y todas mis virtudes
"

[... traduzione ...]
"e tu dove vorresti vivere?
chiedo niente di speciale
semplicemente un posto dove le parole non mi fanno ripetere gli slogan  
e le frasi pronunciate da altri
un luogo dove si sentono le mie idee
un luogo dove lavoro e il mio stipendio ha un valore

In breve,
un posto dove posso essere me stessa
con tutti i miei difetti e tutte le mie virtù"


...pensiero al vento...
un luogo dove vivere? ... di sicuro ogni cubano penserebbe al nostro regno italico, 
ma (altrettanto sicuro) molti italici penserebbero l'opposto ...

[traduction]
un lugar para vivir? ... sin duda que todos los cubanos a nuestro reino de Italia,
pero (como seguros) en cursiva muchos piensan lo contrario ...